L’art. 196 del D.P.R. 30.05.2002 n. 115 stabilisce che “il diritto di copia, il diritto di certificato e le spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile sono corrisposti tramite la piattaforma tecnologica di cui all’articolo 5 – comma 2 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al D.Lgs. 07.03.2005 n. 82”. Tuttavia, non è mai stato espressamente abrogato l’art. 285 del D.P.R. 30.05.2002 n. 115, a tenore del quale “il pagamento del diritto di copia, del diritto di certificato, nonché delle spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile è effettuato mediante l’applicazione di marche da bollo” (comma 1). Ciò induce a concludere che, allo stato, per quanto attiene al settore penale, il diritto di copia ed il diritto di certificato possono essere assolti sia in modalità telematica tramite la piattaforma Pago-PA sia in modalità tradizionale mediante contrassegni (come chiarito anche dal Ministero della Giustizia – Dipartimento per gli Affari di Giustizia con la nota prot. n. 63988 del 21.03.2023).
Per quanto riguarda il pagamento in modalità tradizionale, le marche da bollo devono essere apposte sempre sull’originale o sull’istanza; il dipendente deve annullare mediante il timbro a secco dell’ufficio le marche e deve attestare l’avvenuto pagamento sulla copia o sul certificato; il dipendente non può rilasciare la copia o il certificato se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito.
Per quanto riguarda il pagamento in modalità telematica tramite la piattaforma Pago-PA, l’attestazione di avvenuto pagamento è costituita dalla Ricevuta Telematica (RT) il cui originale è memorizzato nei sistemi informatici del Ministero della Giustizia mentre una copia in formato pdf viene fornita al soggetto pagatore. Ogni pagamento è caratterizzato da un Identificativo Univoco (IU) costituito da una sequenza alfanumerica di 35 caratteri che ne garantisce l’univocità all’interno dei sistemi informatici e ne permette l’immediata individuazione all’interno dell’archivio dei pagamenti. Per poter considerare valido un pagamento telematico, il dipendente deve verificare la presenza della RT e la correttezza della causale all’interno dei sistemi informatici del Ministero della Giustizia e procedere quindi all’operazione di annullamento (c.d. bruciatura) della RT in modo che essa non possa più essere usata in altri contesti. La funzionalità è disponibile sul Portale dei Servizi Telematici (http://pst.giustizia.it) seguendo il seguente percorso: Servizi – Area Riservata (accessibile a seguito di identificazione tramite le proprie credenziali ADN) - Pagamenti on-line. Anche in questo caso il dipendente non può rilasciare la copia o il certificato se la ricevuta telematica risulta già utilizzata, con causale non corretta o di importo inferiore a quello stabilito.
DIRITTO DI CERTIFICATO (senza urgenza): € 3,92
DIRITTO DI CERTIFICATO (con urgenza): € 7,84